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salute, benessere e ricerca

TransHealth

in collaborazione con Blq CheckPoint e Laboratorio di Salute Popolare di Labàs

  • Prestazioni infermieristiche per la TOS Terapia Ormonale Sostitutiva con infermieri formati sulle tematiche di genere.
  • Presa in carico della persona e gestione degli appuntamenti
  • Servizio su prenotazione: è previsto l’accompagnamento della persona da parte di un* nostr* operator* alla pari presso Blq CheckPoint

Non sei soci* Gruppo Trans? Richiedi qui la tua tessera!

Accompagnamento Test HIV e IST

in collaborazione con PLUS presso il Blq CheckPoint

  • HIV
  • Clamidia
  • Gonorrea
  • Sifilide
  • HCV

Ci piace riferirci alla parola “Trans*” come termine ombrello inclusivo per tutte le persone che non riconoscono corrispondenza tra il sesso assegnato alla nascita e la propria identità di genere percepita.

Per decine di migliaia di persone in Italia nascere assegnate “femmina” alla nascita non coincide crescendo col percepirsi “donna”, così come nascere assegnato “maschio” non preveda necessariamente che la persona cresca identificandosi come “uomo”.

Potremmo aprire una grande analisi sul significato dei costrutti sociali di “uomo” e di “donna”, o a proposito del concetto di “femminilità” e “mascolinità”, e di come tutto ciò si riconduca ad immaginari e modelli che nulla hanno a che vedere con la complessità delle nostre vite. Nel 2021 nella nostra società occidentale per la medicina di genere esistono tendenzialmente due modelli stereotipati di corpi: quello maschile e quello femminile, completamente in barba all’esistenza delle persone non binarie, trans* e intersex.

Partendo dalle nostre esperienze di persone trans* non binarie e intersex, sottolineiamo quanto sia complicato per noi vivere in una società che ancora prima di riconoscerci autenticità personali ci suddivide in modo rigidamente binario riconoscendo l’esistenza di soli due sessi (maschio e femmina) corrispondenti a due soli generi stereotipati (uomo e donna) , ciascuno dei quali con norme e ruoli ben stabiliti.

Riconoscere poi la differenziazione sessuale in solo due sessi su base genetica per le coppie di cromosomi sessuali XX e XY non è solamente riduttivo, ma scientificamente falso, poichè è ormai noto alla scienza moderna che non si nasce solo con corredo XX e XY, continuare a perpetrare questa bugia è profondamente lesivo dell’identità e dei corpi di buona parte delle 30.000.000 di persone intersessuali che nel mondo hanno subito e continuano a subire interventi di “normalizzazione” dei genitali, nonostante la salute non sia in alcun modo in pericolo, ma per il solo bisogno di conformarle a uno standard e assegnarle M o F quanto prima su un documento.

L’ art. 32 della Costituzione Italiana prevede il diritto alla Salute.

Abbiamo bisogno di essere contemplati come persone trans*, non binarie e intersessuali nell’accesso alla sistema sanitario e ai farmaci (qualora richiesti); al riconoscimento delle nostre identità neurodiverse, disabili, di stato sierologico positivo ad hiv, senza che questi siano ritenuti motivi di ostacolo nell’intraprendere un eventuale percorso di affermazione di genere medicalizzato (cosa che purtroppo nella stragrande maggioranza dei centri avviene).

La nostra esistenza deve essere prevista e tutelata, il nostro benessere riconosciuto come importante alla pari di quello delle persone cisgender. La depatologizzazione delle libere soggettività trans* resta al momento un auspicio, nella pratica le persone trans* in Italia devono superare test psico-diagnostici vergognosi come previsto da protocolli che ancora prevedono la patologizzazione dei nostri vissuti identitari.

Sono davvero svariati i punti che desideriamo affrontare in riferimento al tema della Salute e del Benessere delle persone trans*. Le recenti determine AIFA, tanto festeggiate da una certa fetta di movimento trans* che monopolizza la gestione dei servizi a pagamento per la transizione, ci vincolano a pochi centri presenti in Italia per l’erogazione delle nostre terapie ormonali, e ci costringono a presentare una diagnosi di una patologia inesistente a cui è stato dato il nome di disforia di genere. Tutto questo è in contrasto con le ultime linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha già indicato linee guida diverse basate sul modello del consenso informato della persona e che presto  sarà d’obbligo utilizzare anche in Italia.

Sappiamo di avere a che fare con un impressionante sistema di affari e di interessi economici costruiti sulle nostre vite, sappiamo che denunciare gli abusi psicologici dei centri non sia facile per gli utenti, spesso soli in tutti quei casi dove questi centri risultano gestiti dalle stesse persone trans cui dovrebbero poter fare riferimento come comunità locale. Noi abbiamo deciso nel nostro piccolo di far sentire la nostra voce e di provare a cambiare le cose, lottando per il nostro diritto alla salute e per liberarci da chi vorrebbe mantenere un controllo e un potere sulle nostre vite, mantenendo uno status quo che ormai dura da ben 40anni. Abbiamo viaggiato e abbiamo esplorato all’estero i quadri normativi vigenti, i protocolli medici avanguardia utilizzati come ad esempio Transìt, e siamo a conoscenza del futuro che ci spetta.

La Rivoluzione è iniziata.

ACCESSO AI SERVIZI SANITARI E AL PERCORSO

L’autodeterminazione delle persone trans è di fatto ostacolata dall’impossibilità concreta di esercitare il diritto alla Salute per l’assenza di servizi sanitari omogenei su tutto il territorio nazionale relativi ai percorsi psicoterapeutici ed endocrinologici, qualora richiesti. È urgente garantire l’accesso gratuito a tali servizi presso strutture sanitarie pubbliche presenti a livello nazionale garantendo alle persone trans di poter essere prese in carico nella propria città di residenza. Tali servizi dovrebbero essere gestiti con la collaborazione ed il coinvolgimento attivo di eventuali associazioni operanti sui territori, in quanto soggetti in grado di recepire al meglio le esigenze dell’utenza, ma non certo vincolati a pochi centri ghettizzati sul territorio nazionale. Per questo motivo le recenti determine AIFA sono inaccettabili, perchè ci obbligano a pochi centri con team multidisciplinari presenti sul territorio italiano (meno di una decina), e perchè ci costringono per la prima volta a produrre una diagnosi di una patologia inesistente chiamata disforia di genere per accedere alle terapie ormonali gratuite.

I servizi community-based riguardanti la salute delle persone trans erogati nei vari territori non possono lasciar spazio ad una deresponsabilizzazione del Servizio Sanitario Nazionale in termini di monitoraggio della qualità del servizio erogato, e dell’effettiva accessibilità.

Come Associazione nell’ottica di rendere tali servizi accessibili a tutt* promuoviamo specifiche formazioni al personale medico-sanitario ed in generale a tutti gli operatori ed enti, pubblici e privati, che intervengono a vario titolo nei percorsi di transizione, anche al fine di rendere le procedure il più possibili adattabili alle specifiche esigenze ed ai vissuti individuali, che rimangono sempre unici e mai “standardizzabili”. Sono tante le problematiche che riscontriamo all’interno delle strutture e nel rapporto con il personale medico sanitario e vi è la necessità di prevenire situazioni di disagio.

Negli ultimi 2 anni abbiamo formato più di 250 operatori soccorritori di Croce Rossa Italiana in merito alle migliori pratiche da adottare nella gestione del soccorso in emergenza del paziente transgender.

Si rende inoltre sempre più indispensabile abolire e vietare in Italia il protocollo patologizzante ONIG, al fine di tutelare a pieno il diritto alla dignità e all’autodeterminazione delle persone trans* come previsto dalle più recenti linee guida dell’Organismo Mondiale della Sanità che prevedono il modello del consenso informato. In altri Paesi Europei è utilizzato il modello del consenso informato che garantisce alle persone di gestire come meglio credono il proprio eventuale accompagnamento psicologico, endocrinologico e chirurgico, senza la necessità di doversi sottoporre a test psicodiagnostici e perizie patologizzanti.

Gruppo trans_loro square_color

Le nostre iniziative sul tema Salute

SERVIZIO INFERMIERISTICO

Gruppo Trans garantisce ai propri soci gratuitamente prestazioni infermieristiche per ricevere la Tos in struttura accreditata e friendly

FORMAZIONE OPERATORI SANITARI 118

Enti pubblici sanitari e formazione transgender in tema di salute

INTERVISTA FATTO QUOTIDIANO

La nostra intervista su Il Fatto Quotidiano per l'emergenza farmaci e il nostro appello alle istituzioni

FORMAZIONE SALUTE TRANSGENDER

Buone pratiche nei riguardi di pazienti transgender

INTERVISTA A RADIO CITTA DEL CAPO

in occasione dell'emergenza farmaci un appello alle istituzioni

COMUNICATO STAMPA EMERGENZA FARMACI

Il nostro comunicato stampa di denuncia dell'emergenza irreperibilità farmac

Petizione 15000 firme raccolte

La raccolta firme che abbiamo avviato insieme a Possibile sul tema dei farmaci per l'emergenza irreperibilità.

FORMAZIONE STUDENTI MEDICINA MODENA

Insieme ad Arcigay Modena e all'endocrinologo Granata una formazione all'UniMore al corso di Medicina

Articolo OPEN su denuncia farmaci

A seguito della nostra interrogazione parlamentare è seguito un articolo su Open

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

A seguito dell'emergenza irreperibilità farmaci utilizzati per trattamenti ormonali persone transgender abbiamo interrogato la Ministra della Salute On. Grillo tramite Leu e Possibile

Partecipazione PERUGIA PRIDE

Relatori al dibattito "Il testosterone non te lo do" Evento Perugia Pride

EMERGENZA FARMACI

La nostra continua ed estenuante battaglia per l'emergenza farmaci #sosfarmaci